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Depressione: vivere o sopravvivere?

  • Dott.ssa Valentina Capuano

In Italia i disturbi depressivi colpiscono, nell’arco della vita, l’11,2% della popolazione.

Depressione Pavia

La depressione, come dice il termine stesso, è qualcosa che ti tira giù, verso il basso. La tristezza è talmente forte che diventa quasi insopportabile, ci sentiamo trascinati verso un abisso profondo, lontano, fino a sentirci morire.

Spesso, i pazienti che soffrono di depressione ripetono questa frase: “Non ce la faccio più, non riesco a vedere una via di uscita, non ho speranze...”

La persona depressa non riesce ad avere una giusta concezione del tempo del dolore, un minuto può sembrare un anno. La depressione ti avvicina al senso di morte, di annullamento. In natura una creatura muore quando ha ormai esaurito la sua funzione. Basta osservare ciò che succede ad un frutto: una volta diventato maturo, marcisce, ma prima di morire lascia cadere i suoi semi sulla terra, per dare vita ad altri frutti.

La depressione è, invece, una morte interiore, psicologica. Tutto appare oscuro, inafferrabile, spento. Non c'è più spazio per la luce e la vita.

Ma che cos’è la depressione?

Innanzitutto, occorre chiarire che quando si parla di depressione nel linguaggio quotidiano, e anche in contesti clinici, si fa riferimento di fatto a un disturbo depressivo. Il termine disturbo depressivo definisce un raggruppamento di vari disturbi psicopatologici e psichiatrici che implicano anzitutto alterazioni significative del tono dell’umore della persona accompagnate da altri sintomi di natura sia somatica che psicologica. Il quadro complessivo di tali sintomi e delle alterazioni del tono dell’umore comporta una compromissione del funzionamento sociale e lavorativo della persona.
Molte persone spesso si sentono tristi e pensano subito di essere depresse, ma la depressione non è un semplice calo dell’umore. Affinché una persona possa definirsi depressa deve presentare alcuni di questi sintomi:

  • Profonda Tristezza
  • Eccessiva stanchezza
  • Forte Senso di colpa
  • Bassa autostima
  • Perdita di interesse e di piacere: chi soffre di depressione prova un forte senso di noia, di apatia, di impotenza. Tutto sembra inutile e privo di uno scopo reale. L’anedonia (termine usato nel linguaggio medico e vuol dire “assenza di piacere”) può riguardare le relazioni, il cibo e anche il sesso, quindi una vera e propria incapacità di godere delle bellezze della vita;
  • Disturbi del sonno: nei pazienti depressi viene meno il ritmo naturale del sonno, per cui si passa dall’insonnia al bisogno sfrenato di dormire;
  • Alterazioni dell’appetito: non è raro che l’appetito aumenti o diminuisca improvvisamente, portando la persona ad una carenza di nutrienti responsabili di un indebolimento fisico.
  • Scarsa capacità di concentrazione: la persona depressa ha continui pensieri intrusivi e disturbanti che non permettono un’adeguata concentrazione.

Quali possono essere le possibili cause del disturbo?

La depressione può colpire chiunque. Le cause della depressione possono essere molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro…). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori di rischio principali come cause della depressione:

  • il fattore biologico: alcune persone nascono con una maggiore predisposizione genetica verso la depressione;
  • il fattore psicologico: le esperienze e i comportamenti appresi nel corso della propria storia di vita possono rendere vulnerabili alla depressione.

A livello clinico si distinguono due forme di depressione: Depressione Reattiva e Depressione Endogena (detta anche Depressione Maggiore).

Quando si parla di depressione reattiva, le motivazioni che portano alla tristezza più profonda sono evidenti, in quanto sono legate ad una perdita, ad un evento luttuoso o ad un forte trauma emotivo. Il decorso può variare: in alcuni casi i sintomi appaiono lievi e tendono a scomparire nell’arco di alcuni giorni, mentre in altre situazioni sono più gravi e risultano essere persistenti. L’andamento del disturbo dipende dalla struttura di base della personalità del paziente. Quella reattiva è la forma più diffusa di depressione e necessita di un cambiamento graduale e quotidiano, attraverso l'elaborazione dell'evento traumatico.

La depressione endogena, invece, insorge a causa di fattori interni bio-psicologici e indica una forma persistente della patologia, caratterizzata da sintomi molto intensi. Le caratteristiche della forma endogena sono rappresentate dall’insorgenza brusca, dall’assenza di una motivazione o di un evento doloroso o scatenante reale e riconoscibile. È come se irrompesse nella vita del paziente, spezzando il suo 'continuum' esistenziale, senza cause tangibili o manifeste. È caratterizzata da una forte esperienza di distacco, estraneità, apatia e senso di vuoto e si associa ad intensa, penetrante ed intrusiva tristezza e ad una dilatazione del presente, per cui il tempo sembra non passare mai.

La Depressione Endogena “nasce da dentro” e presenta un substrato genico in contrapposizione con una sofferenza legata ai conflitti inconsci dell’individuo.
Il più delle volte i pazienti ricorrono subito a determinati farmaci in grado di rialzare il tono dell’umore in poco tempo, ma questo non vuol dire curare il sintomo, bensì calmarlo e renderlo meno debilitante. Attraverso un percorso di psicoterapia è possibile invece comprendere profondamente le cause del "male oscuro", aiutando la persona a risollevarsi dal baratro del suo dolore e riscoprendo, poco a poco, la voglia di vivere e di volersi bene.

La vera guarigione si ha solo quando il paziente depresso riesce a riattivare le proprie energie interiori e a ritrovare la strada giusta per rinascere dopo la crisi.

La depressione è come un grande macigno, che all’improvviso sbarra la nostra via e ci costringe a sceglierne un’altra.

Depressione Pavia

Indietro non è possibile tornare: o si sceglie di andare avanti ed intraprendere un nuovo percorso, oppure si sceglie di restare fermi nella propria posizione.

Ognuno di noi possiede la chiave giusta per guarire e per stare meglio. È necessario solo modificare il modo di vedere le cose ed iniziare a prendersi cura di sé stessi, facendosi aiutare da un professionista.

A qualsiasi età puoi tornare a sorridere ed iniziare ad amarti, spetta solo a te la scelta: vuoi andare avanti o rimanere fermo?

Pensaci…

Dott.ssa Valentina Capuano
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Iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 14783
Laurea in Psicologia Clinica Università degli Studi di Pavia
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