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La depressione post partum: Come riconoscerla e curarla

  • Dott.ssa Valentina Capuano

La depressione post partum colpisce, con diversi livelli di gravità, dal 7 al 12% delle neomamme.

Depressione post partum Pavia

Si differenzia dal "baby blues o maternity blues” (dove ‘blues’ sta per malinconia) in quanto quest’ultima è una condizione fisiologica transitoria principalmente causata dai cambiamenti ormonali tipici del post-partum, che portano ad avere umore instabile, tristezza non giustificata, senso di inadeguatezza, pianto improvviso e che tende a risolversi in modo naturale dopo poche settimane.

La Depressione post-partum è una condizione complessa, con una manifestazione più profonda, spesso più intensa e duratura. Può insorgere immediatamente dopo il parto o anche alcuni mesi dopo e varia in intensità e nel suo modo di manifestarsi da donna a donna.

Non è legata ad una specifica causa, ma ad un insieme di fattori che andremo ad esplorare.

La buona notizia è che, con il supporto e il trattamento adeguato, è possibile affrontare e superare questa condizione e ritrovare uno stato di benessere.

Sintomi della depressione post partum

Ecco di seguito un elenco dei sintomi che possono manifestarsi nelle donne che soffrono di depressione post-partum:

  • Avere Umore depresso e perdita di interesse per le attività quotidiane
  • Avvertire stanchezza per la maggior parte del giorno
  • Percepire un’alterazione dell’appetito e del sonno (anche se quest’ultimo è condizionato dal sonno del bambino)
  • Non riuscire a concentrarsi nelle attività quotidiane e che riguardano la relazione mamma-bimbo (imparare a riconoscere i bisogni reciproci, imparare a sintonizzarsi sulle emozioni, accudire il piccolo)
  • Percepire stati di ansia e di preoccupazione immotivati ed eccessivi inerenti alla cura o la salute del bambino
  • Sentirsi inadeguate nella cura del bambino
  • Percepirsi come un cattivo genitore
  • Provare un Senso di sopraffazione
  • Non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino
  • Sentirsi estranee a ciò che si sta vivendo come se si fosse dentro una bolla
  • Avere ricorrenti pensieri di morte/suicidio

Le donne affette da depressione post-partum – per vergogna – tendono spesso a mascherare il problema: temono di essere giudicate cattive madri dal partner, dalla famiglia o dagli amici, pertanto cercano faticosamente di recitare una parte sperando che la situazione si risolva nel tempo. Queste mamme, per alleviare l’ansia e il tormento, delegano molto frequentemente la cura del bambino al papà, ai familiari oppure alle baby-sitter. Ritagliarsi momenti di riposo è necessario e anche salutare, tuttavia se si ricerca il costante aiuto di persone esterne che possano occuparsi del bambino (non solo per i primi periodi ma in modo più continuativo), probabilmente ci sono delle fragilità sottostanti che necessitano di essere prese in carico.

Risulta quindi estremamente importante prestare attenzione ai diversi segnali, sia quelli manifesti che quelli più nascosti, per evitare che il problema possa cronicizzarsi e aggravarsi.

Cause della depressione post partum

Come già detto, il manifestarsi di un evento depressivo post-partum non è legato ad una specifica causa ma è condizionato da diverse variabili .

In primo luogo gioca un ruolo fondamentale la componente fisiologica dovuta sia aglistravolgimenti ormonali, sia all’esperienza del parto, a volte vissuto come un vero e proprio evento traumatico.
In secondo luogo ci sono fattori psicologici, relazionali e sociali che possono predisporre una donna ad una condizione di maggior fragilità.

Per quel che riguarda l’aspetto psicologico, è importante esplorare la storia familiare e capire se esiste una familiarità con il disturbo depressivo e se la donna ha già manifestato in passato una sintomatologia depressiva o un disagio psichico di altro tipo. Se ciò è avvenuto, la probabilità di avere un disturbo depressivo nel post parto è maggiormente elevata.

Altri fattori psicologici, relazionali e sociali importanti che possono creare una condizione di fragilità possono essere: aver avuto una gravidanza difficile e un parto complicato, aver vissuto eventi stressanti durante la gravidanza, essere una ragazza madre, avere una condizione socio-economica disagiata, non avere la vicinanza e il supporto della propria famiglia di origine, avere un rapporto di conflittualità con il proprio partner, avere sperimentato una difficile esperienza con il personale ospedaliero, aver avuto complicazioni post parto.

Sia la gravidanza che il parto rappresentano un forte stress per il corpo e la mente di una donna  e come per tutti gli eventi stressanti, l’equilibrio della persona riceve forti scossoni. Se quest’ultima vive una condizione di stabilità e serenità, allora può affrontare questo stress in maniera adeguata trovando nuovi equilibri. Se, invece, nella donna sono presenti fragilità e fatiche, eventi così destabilizzanti come la gravidanza e il parto potrebbero amplificarle e dare il via alla spirale di sofferenza tipica della depressione post-partum.

Cosa si può fare per stare meglio?

Identificare il momento giusto per cercare aiuto è fondamentale nella gestione della depressione post partum. Se i sintomi persistono per più di due settimane o iniziano a influenzare la vita quotidiana, è il momento di considerare un supporto professionale. Il rimedio principale per gestire e curare la depressione post partum è la psicoterapia. Più è tempestivo l’intervento, già ai primi sintomi, più è efficace e breve sarà la psicoterapia.

In alcuni casi può essere utile avvalersi di una terapia farmacologica prescritta dallo psichiatra.

E’ importante segnalare che in alcune città esistono dei servizi, attivi nei diversi consultori, che permettono di avvalersi di una rete professionale di supporto e di risorse specifiche pensate proprio per le neomamme: educatrice perinatale, ostetrica, gruppi di incontro per neomamme.

Il lavoro multidisciplinare con la mamma e anche la famiglia può risultare molto efficace nell’affrontare la problematica, nel gestire i sintomi, nel comprendere le ragioni profonde della propria sofferenza e nel trovare nuove soluzioni.

Chiedere aiuto è un atto di forza e il primo passo verso la guarigione. Non esitare e non aspettare se ti rivedi nell’articolo letto oppure se pensi che un tuo familiare stia vivendo questa condizione.

Dott.ssa Valentina Capuano
Psicologa Psicoterapeuta - Pavia (PV)


Dott.ssa Valentina Capuano Psicologa Psicoterapeuta
Pavia (PV)

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Iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia n. 14783
Laurea in Psicologia Clinica Università degli Studi di Pavia
P.I. 02470120185

 

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